
La luce è relazione.
La luce rivela ciò in cui si infrange, mentre ne è trasformata. Quello relazionale è un principio in cui ci riconosciamo e intorno a cui abbiamo sartorializzato un modo di lavorare. Per questo ogni giorno ci impegniamo per costruire una comunità di professionisti e creativi che mentre lavora con perizia e passione per superare limiti tecnici e concettuali, progetta un futuro migliore.
Il nostro team

Paolo Alese
Fondatore e CEO
“Corri, Forrest, corri!”
Paolo deve aver visto questo film e lo ha preso per un manifesto di vita. Se potesse gestire ogni attività da una palestra, non esiterebbe un secondo. E in effetti l'ha già fatto. Le idee lo raggiungono a ogni ora del giorno, tra un allenamento, un viaggio di lavoro, una call e la partenza di un nuovo progetto. Allergico ai compromessi, la realtà non gli basta: sta cercando segretamente di raggiungere la luna, dove vuole portare la divina luce elettrica. Ma prima vuole essere ancora più bravo, e ancora più bello.

Nerina Natoli
Architetta e direttrice creativa
“Una vita sola non mi basta...”
Architetta, direttrice creativa, regista pluripremiata di film mentali. Ha imparato che tutto è progetto — e quindi, se trova i disegni, le chiavi, la macchina e la strada, arriverà (non chiedetele a che ora) con una nuova idea su tutto quello che è già stato fatto e già stato detto, dall'allestimento all'acconciatura che porti addosso. Vive nell'iperuranio. Aprire tre ragionamenti e ritrovarsene con quattro non è un effetto collaterale: è il metodo. Distraila prima che riprogetti anche te.

Mariarita Ponzo
Store manager
“Che sia buona, sia paziente, sempre allegra, divertente.”
Rita sa già cosa ti serve. Non perché legga nel pensiero, ma perché probabilmente ci ha già pensato prima di te. Accoglie le tue idee, le organizza e le porta a realizzazione con una calma da cui si deduce che nulla, nella storia dell'umanità, l'abbia mai colta impreparata. I problemi, nel suo raggio d'azione, tendono a risolversi prima ancora di diventare tali, il che per noi è molto rassicurante, ma anche leggermente inquietante.

Valentina Rossi
Assistente alle vendite e aspirante fotografa
“Non la rockettara che Light Station merita, ma quella di cui ha bisogno.”
Una doppia vita, una doppia identità. Per Valentina il punk non è un'estetica, è un protocollo di emergenza: di giorno si districa tra fornitori, telefonate sempre urgenti e clienti di ogni tipo — non passa un lumen senza che lo registri. Di notte abita la scena underground metropolitana per operazioni di manutenzione creativa. Con la sua fotocamera sta cercando di catturare i segreti della luce, mentre prova a comportarsi bene.

Silvia Carlini
Lighting designer
“Che luce sia!”
Per quanto ne sappiamo, potrebbe averlo detto Silvia e lasciato che altri se ne prendessero il merito solo per pura gentilezza. Le dici tavolo, lei risponde pendente. Mare, faro! Shopping, neon! Progetta la luce. La studia. È luce. Accende ogni spazio in un modo che fa pensare che ci sia un miracolo dietro. Nove medici su dieci raccomandano occhiali da sole per osservarla all'opera.

Pilar Ferran e Sara D'Angelo
Team di comunicazione
“L'amica geniale.”
Si sono conosciute durante gli studi e non si sono più separate. Chi delle due sia l'amica geniale dell'altra resta irrisolto. Sara è un vulcano, ha un'idea ogni tre minuti e fin troppa capacità di difenderle tutte. Pilar disegna cose non richieste che poi si rivelano esattamente quello che serviva. Quando non le vedi confabulare su come comunicare Light Station, stanno sicuramente parlando di fantasy. O di meme. O di qualche programma grafico maledetto.

Miriam Pistocchi
Architetta e ricercatrice
“Il mio gatto fa quello che io vorrei fare, ma con meno letteratura.”
Architetta, ricercatrice e divulgatrice, probabilmente ha più schede aperte nella testa che nel browser. Miriam vive tra libri, musei, gatte e idee appuntate sui supporti più improbabili, con una nonchalance che, francamente, è un po' sospetta. Non le interessa apparire: le interessa capire, fare luce e citare le fonti. Se hai una domanda, falla pure, ma tieniti libero il pomeriggio.